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Vincenzo Neri

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Cosa "ricerco"? Felicità, serenità, persone che non mi deludano, e istanti da vivere in apnea per la loro bellezza...

i l g u a r d i a n o d e l f a r o

Alla continua ricerca di...
Per chi volesse lasciare un piccolo segno su questo angolo virtuale...
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Ciaooooooooooooooo....ti ho trovato per caso....io adoro Bambaren.....
...il titolo del tuo blog...è lo stesso si un suo libro ke io ho letto....meraviglioso!
Spero accetterai la mia richieta di amicizia...Baci fatina Ely

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Sept. 11
federicawrote:
Wow! Bel blog! Forse fin troppo proondo per essere solo un blog...se vuoi passa pure dal mio! ciao ciao! Animoticon
Aug. 2
carmenwrote:
a quanto vedo abbiamo molte cose in comune...l'ho notato da tutto cio' che adori....l'unica cosa che nn abbiamo in comune è la palestra Linguaccia
buon fine settimana...un bacio,carmen!
May 3
Ciao, passavo di qua, ti lascio un saluto e tanti complimenti per il blog, molto molto carino...ciao elisa
Apr. 24
Laurawrote:

ciao Vincenzo,

ti volevo ringraziare per esser passato dal mio space e per aver lasciato un bel commento k ho apprezzato tnt! ho preferito rispondere al tuo intervento "dalle mie parti"! ho notato k anke te hai scelto la canzoncina di jovanotti, "a te" è davvero meravigliosa! via, ci vediamo prossimamente al “pick a flower” o a mensa mentre siamo alla ricerca disperata di tavoli per 10 persone! semmai qualk volta unisciti a noi!ok? ciau e complimenti per lo space! Lau

Apr. 21
May 25

L'ultimo inchino



Il mio percorso finisce qui. Questo spazio virtuale ha fatto da lente d'ingrandimento per tanti momenti cruciali degli ultimi mesi. L’ultimo intervento è voluto essere il finale di una storia che, come nei film autobiografici, non ha avuto enormi colpi di scena… Forse qualche Spannung, ma per il resto semplicemente una normale evoluzione dal prologo all’epilogo.
E’ stato bello poter condividere con voi una fase della mia vita. Più di 3000 visite fanno pensare che alla fin fine non sei il solo a vivere certe emozioni.
Paradossalmente un blog ha portato nuovi volti nella mia vita, ne ha allontanato altri e mi ha aiutato anche a scoprire nuove sfumature delle persone che credevo di conoscere già abbastanza bene. Alla continua ricerca di… aveva uno scopo, lo dice il nome stesso. Questo non significa che abbia trovato la mia dimensione definitivamente e per sempre: a me è bastato percepirla… Mi è bastato tornare a credere pienamente che “avevo ragione”. Nessun appagamento… Solo un aiuto a proseguire il mio cammino con quel segno di cui avevo bisogno, con quella luce che, una volta accesa, ti porta a vivere ogni giorno con un sorriso in più. Un sorriso derivato dalla matta curiosità di scoprire cosa mi riservi domani questa strada tanto affascinante che è la vita. “Devi ritornare a credere nella speranza, devi riportare il tuo modo d’essere verso l’ottimismo”… Avevo bisogno di questo, niente di più.
 
Vorrei ringraziare personalmente ognuno di voi, miei silenziosi compagni di avventura, ma ho paura di omettere qualche nome. Perciò lancio così il mio grazie, convinto che arrivi laddove esso è rivolto e laddove si sentirà  “ben accettato”.
 
Sapete qual è la cosa più bella di questa avventura? Andare in giro per strada e incontrare persone che faranno parte della tua vita a prescindere dalla chiusura del luogo che ti ha permesso di incontrarle…

Un applauso a tutti noi che impariamo.

May 20

Il nostro 20 maggio

Stasera ho deciso di abbandonare la condotta del “vago” che ultimamente ha caratterizzato alcune frasi cruciali dei miei interventi. Ho fatto questa scelta perché un blog impostato a mo’ di diario personale come il mio non potrebbe non contenere un piccolo (si fa per dire) sunto di quel che è stato il mio 20 maggio.
Lo scopo di raccontarvi queste 24 ore così speciali è semplicemente quello di trasmettere, a chiunque legga, quella speranza che mi ha portato a non demordere mai quando momenti del genere sembravano lontani anni luce. Credo che quanto segue sia una dimostrazione vissuta in prima persona del fatto che c’è ancora spazio per le parole “sogno” e “magia” in un mondo in cui tutto quanto sembra oramai lontano da questi concetti.
Stranamente ieri in un intervento ho inconsapevolmente anticipato un ringraziamento che oggi devo a maggior ragione ai miei più cari amici, ma soprattutto ad uno di loro.. Colui che nei dialoghi seguenti sarà evidenziato in giallino. Giorgio, con tutto il cuore, grazie…

Fine del prologo. Adesso vi lascio alle mie ultime 24 ore….

Ieri sera

“Ti manca, vero?”
“Che domande Giò! Certo che mi manca, ma non posso pretendere che i nostri sabati siano sempre insieme..”
“Dai, tanto presto vi vedrete!”
“Sì sì! La prossima settimana sicuramente.”
“Allora un po’ di pazienza…”
“Già…”

La serata continua… Giorgio ha (stranamente) deciso di cucinare qualcosa per pranzare tutti insieme domani.

“Cosa farai di buono?”
“Ho comprato… Mmm… Zucchine e mozzarella. Sì, domani pasta zucchine e mozzarella!”

(un po’ perplesso) “Ah, ecco! Zucchine e mozzarella… ok, ma non era zucchine e gamberetti?”
“Ah sì! Appunto! Infatti ho comprato pure i gamberetti per andare sul sicuro. Cosi domani decidiamo!”
“(Bah)…E per secondo?”
“Piadine romagnole!”
“Va bene, ma allora scusa: che devo venire a fare io 2 ore prima? Due portate del genere si preparano in mezz’oretta, no?”
“No, dai! Così prepariamo pure il tiramisù e ti faccio vedere come si fa!”
“Ah, va bene allora!”

Vedevo Giorgio un po’ in difficoltà nel raccontarmi della spesa fatta per l’indomani, ma non potevo neppure immaginare…

“Enzo, allora ci vediamo domani alle undici per preparare, ok?”
“Perfetto! Buonanotte Giò! E grazie per la serata.”

Notte

“Chissà perché non si fa sentire. Avrà finito i soldi forse! Cellulari di m….!!! Vabbé, chissà che mi scriverà dopo aver visto la sorpresina sul guanciale quando tornerà a casa…”

Stamane

Ore 10:00. Subito dopo aver aperto gli occhi controllo i messaggi ricevuti sul cellulare: zero. “Sì. Ha finito i soldi. Oppure Andrea ha dimenticato a Pisa il pensierino. Oppure….(paranoie varie)”
Mi vesto mentre la mente vola ancora a quel silenzio iniziato circa 10 ore fa. Giorgio mi aspetta. Lui è sempre puntualissimo, non posso far tardi anche oggi! Prima però le mando il messaggino del buongiorno.. Prendo la bici, mezzo chilometro e sono sotto casa dell’ingegner Buffa.

Ore 11:02. “Cavolo! Finalmente puntuale!”. Driiin. Driiiiiiiiiiin. Niente. “Vuoi vedere che oggi non si è alzato lui? Ah, ecco: ha aperto il portone.” Salgo le scale, entro in casa e mi dirigo verso la porta della sua camera. Tutto buio. “Lo sapevo! Finalmente non sono io quello in ritardo!”
Toc, toc. “Scusa Enzo, sono in mutande! Mi sono appena alzato. Aspetti un minuto?”. “Va bene! Nel frattempo vado un attimo in bagno!”.

Qualche minuto dopo…
“Vieni pure quando vuoi!”.
“Ok, arrivo!”.
Ancora buio… Toc, toc. “Posso?”. Apro pian piano e vedo delle candele accese. C’è anche la musica di Ludovico Einaudi messa in sottofondo… Apro un altro po’ la porta e vedo di fronte a me una sagoma in penombra appoggiata alla finestra. “Oddio! Ma quella è…….” . Istintivamente chiudo di nuovo la porta. Interdetto. Il cuore inizia a battere. Non ci credo! Queste cose sono scene da film! Apro di nuovo e rimango senza parole. Era lei. Lei che ieri, per tutta la sera, era stata un pensiero fisso; lei che stanotte mi mancava da morire per via di un semplice messaggio che non arrivava mai…
Sembravo un idiota. Bloccato davanti alla porta senza sapere che dire, che fare. La guardavo e mi sembrava impossibile...

“Vieni qui, dai…”
Mi avvicino senza dire una parola. Solo uno sguardo incredulo e un cuore che stava per arrivare alla gola…
“Che ci fai qui?”
“E’ che mi mancavi troppo…”

E’ stato uno degli abbracci più belli che abbia mai ricevuto in vita mia. Ci sono voluti 10 minuti per riprendere le capacità dialettiche. “Ma sto ancora dormendo, vero?”… Mi risponde con un sorriso abbassando lo sguardo… Era lì, reale: quel sorriso lo potevo vedere, ma soprattutto baciare.. Quel volto lo potevo accarezzare con le mie mani.
Dopo un po’ è arrivato Giorgio. Un abbraccio e: “l’hai capito che il pranzo non si fa, vero?”. “Mi sa di sì… Però oramai ci vuole davvero! Ci vediamo da me fra un paio d’ore…” La sorpresina che le avevo preparato alla fine non era mai partita da Pisa, perché pure Andrea faceva parte dei complici. Questo spiegava il suo silenzio di stanotte. Credevo di regalarle un sorriso con un cuoricino di cioccolata, ma questa volta è toccato a me rimanere senza fiato.
La ragazza che ti fa battere il cuore ti fa una sorpresa del genere aiutata da uno dei tuoi più grandi amici: come avreste reagito voi se non con un “In questo istante sento che non c’è niente che mi manchi per essere felice”
Il resto della mia domenica speciale? Passeggiata per il corso, spesa insieme (per il famoso pranzo che poi alla fine si è fatto sul serio), e dopopranzo….. I discorsi, le sfumature, le emozioni… Beh, miei cari, questi non sono certo argomenti da blog.

Cercare di associare ad ogni singolo minuto gesti e parole che avrebbero aiutato a ricordare un tempo volato troppo in fretta, come quando guardi uno di quei film che vorresti non finissero mai. Lo sapevamo che sarebbe stato cosi, ma in fondo questa è una conseguenza dello stare bene, no?

Ci sono cose che rimangono tue per sempre. Oggi qualcuno ha deciso di seguire la scia di un’emozione per andare incontro a un desiderio. Con questo gesto ha regalato a un ragazzo fortunato uno dei momenti più surreali della sua vita, insieme a tante conferme e a nuove speranze. Una domenica qualunque è diventata così il nostro 20 maggio... Oggi c’era solo una parola che poteva racchiudere una minima parte di quelle emozioni.. Comunque vada, oggi è arrivata una delle mille forme di quel che tutti chiamano “amore”……………

Io e loro



La mia notte bianca. Gente, sorrisi, musica in ogni angolo. Incroci di sguardi con un velo di paura di incontrare quelli sbagliati. Ma ci sono loro: niente può intimorire più di tanto. C’è lui che con una nuova maglietta dei loro idoli si sente imbattibile e immortale, che mi fa ridere e che faccio disperare. Poi c’è lui che può capirmi quando parlo di quel che sento adesso dentro per un pensiero distante chilometri e chilometri. E poi c’è sempre lui, alla continua ricerca del modo migliore per reagire ad un sogno spezzato, che mi lusinga per la fiducia nei confronti del mio parere
Quando hai loro a farti compagnia mentre sei in giro per la tua notte bianca, tutto diventa irrilevante.. Tutto diventa un semplice sottofondo all’affetto,
alla solidarietà, alle idiozie dette tanto per parlar di qualcosa e, ogni tanto, a qualche discorso che ha l’aria della confidenza… Sì, perché tra di noi ci si può fidare. Sì, perché tra amici si sta bene a prescindere da tutto.

Domani sarà davvero un bel pranzo!… Buonanotte.


May 18

Dopo l'una...



Qualcuno mi avrà dato per disperso, lo so. E invece no! Non sono sparito! Ho semplicemente ripreso (e direi finalmente) il giusto ritmo pre-esame, quello che ti spinge a studiare fino a mezzanotte inoltrata, che ti fa sentire soddisfatto alla fine della giornata anche se questa è stata piena soltanto di libri e appunti.
Per molto tempo non sono riuscito a ritrovare la concentrazione e questo perché, ahimè, essa è fortemente determinata da tanti fattori che vanno ben oltre la vita universitaria… Abbiamo un solo cervello, e ogni giorno lo usiamo per “affrontare” ogni lato della nostra vita: dalle relazioni sociali, alle pratiche burocratiche; dalle situazioni sentimentali, a quelle spirituali; dai pensieri da sognatore, ai conti con la realtà cruda. Non credo esista una mente a compartimenti stagni, perciò inevitabilmente quando c’è qualcosa (di bello o di brutto) che ti distrae ne risente di conseguenza anche tutto il resto della tua vita. Ma adesso sembra proprio che ci siamo: le distrazioni ci sono sempre (chi non ne ha?!), ma adesso non le sento compromettenti per l’equilibrio e la determinazione come prima. Chissà, sarà che finalmente ho imparato a conviverci o, forse, semplicemente che non si tratta più di distrazioni soltanto negative…
Cosa raccontare delle mie giornate di maggio? Beh, se dovessi scrivere la cronologia degli eventi farei davvero in fretta a descriverle, dato che tutte ruotano attorno alle parole “lavoro, studio, pasti, palestra e attività di contorno” (e qualche pausa caffè con gli amici).
In realtà però una novità interessante c’è, ed è una di quelle novità che ti fanno stare bene, che aggiungono alla tua vita “distrazioni positive”… Si ripete ogni sera, all’incirca dopo l’una (di notte). Oramai lo chiamo il mio “alto quotidiano”, cioè quel momento di pace e relax (sempre troppo fugace) che con tanta ansia attendi per tutto il giorno perché è uno di quelli (il più importante) che da un senso alla giornata rendendola meritevole di essere ricordata… E’ come una boccata d’aria dopo una lunga apnea… E’ una di quelle cose che ti regalano un sorriso costante… Un sorriso che hai quando chiudi gli occhi salutando il giorno appena finito, quando al mattino accogli le prime luci di quelle 18 ore di vita che ti attendono.. Un sorriso che ti accompagna per tutta la giornata aiutandoti ad alleggerire un po’ pesi, impegni ed eventi di qualsiasi genere che si presentano.
Sembra strano pensare che il momento migliore della tua giornata arrivi proprio al termine, quando in realtà è appena iniziato un nuovo giorno, eppure è cosi.

Il mio nuovo appiglio verso l’ottimismo… Niente di più piacevole…


May 13

Alla capannina di Franceschi...



Ieri leggevo queste parole su un sito che parla di locali della Versilia:
“…alla Capannina di Franceschi per una notte l’impossibile non esiste. Il tempo sembra essersi fermato agli anni dei film “Abbronzatissima” e “Sapore di Sale” (girati proprio su questa pista)… Arredamento, stile, gruppi dal vivo che regalano musica di altri tempi, ma immortale, mescolata poi a qualche tocco d’attuale…”
Leggere un’opinione tanto positiva del posto che avrebbe dovuto far da sfondo all’ultima serata mondana prima degli esami (ma anche e soprattutto a tanto altro) mi ha spinto ad entrare in una fase di attesa morbosa e interminabile che è partita fin dalle prime luci di ieri… Le lancette dell’orologio di ora in ora sembravano rallentare sempre più. “Starò caricando questa notte di troppe attese?” , pensavo…

6 del pomeriggio: “prova costume”. Per una serata perfetta occorre un abbigliamento perfetto, no? E allora via a scaricare tutto il contenuto dell’armadio sul letto e a far prove su prove, con mia madre che al telefono mi aiutava nella scelta dell’abbinamento di colori. Alla fine, come sempre, ho optato per la prima idea avuta…

19.00… 20:00… 21:00… 21:30… 22:00… 22:01… 22:02… 22.03…. (qui ho deciso di controllare se l’orologio si fosse rotto, perché le lancette giravano in senso antiorario.. )

Suonano al campanello: ecco Giorgio! Puntuale come sempre con la sua punto blu super impolverata. Anche lui, come si dice dalle mie parti, “tirato di fino” (vestito bene). “Pronto? Oggi è il grande giorno!..”. “Ti sembro pronto?”, rispondo mostrando il mio look da febbre del sabato sera. “Stasera la notte sarà nostra!”. Andiamo a prendere Stefano e viaaa. Destinazione: Forte dei Marmi.

Eccoci davanti al locale. Andrea e Laura sono arrivati prima: incredibile! Battuti da loro che abitano a mezz’ora di strada in più rispetto a noi. “Le persone importanti si fanno attendere sempre…”  (perla di saggezza di Giorgio per giustificare il ritardo).

Entriamo…

La Mirrorball imponente al centro della pista attira subito la nostra attenzione. Mai vista una palla da discoteca cosi grande! Prima impressione del locale: sembra davvero promettente come pensavamo… “Andiamo in pista dai!”. Il gruppo live incomincia a suonare. Davvero bravi.
“Vado a posare la giacca! Ci vediamo qui fra un po’..”
,
urlo ai ragazzi che già avevano iniziato a guardarsi intorno…………
Ecco, è stato proprio in quel frangente, in quei venti minuti in cui mi sono assentato per andare al guardaroba che ho capito il senso più profondo di quella recensione che diceva: alla Capannina di Franceschi per una notte l’impossibile non esiste”………
Il resto della serata? Non c'è stato niente che non abbia superato le mie attese... A ballare fino alle 5 del mattino, con pensieri, parole e sguardi che volavano sempre qualche metro più in là...
Unica pecca: niente colazione prima di tornare a casa per assenza di bar (non diroccati o almeno un minimo decenti) aperti a quell'ora.

Oramai è di nuovo giorno: eccoci all'imbocco dell'autostrada per salutarci. Le due auto hanno strade diverse da prendere per tornare a casa, ma in quelle due macchine ci sono cinque persone che dopo questa notte avranno ben più di qualche ricordo di una serata in discoteca ad unirli, qualunque possa mai essere la strada che va presa per andare.........

Un giorno intero (forse anche una vita) vissuto in funzione di una sera… Ma ne è valsa la pena, dall’inizio alla fine…

May 06

Il vantaggio di noi sognatori...



Bastano semplici vibrazioni delle corde vocali per far tremare come fa un bambino al cospetto di un suono nuovo… Un tono che ti affascina. Una cadenza diversa, ma inspiegabilmente attirante da morire e improvvisamente ti senti vivo
Forse sono solo convinzioni di quelli che si definiscono “sognatori”, ma resta il fatto che sono cose che regalano quell’attimo di felicità sufficiente a rendere più luminosa una giornata. Sorrisi spontanei, cuori che aumentano il loro battito grazie ad un paio di parole scagliate come frecce al momento giusto e tutto assume i colori della magia. Niente di certo, definito o tangibile… Neppure un’immagine. Solo sensazioni lette ed ascoltate. Lo stupore di quel che lentamente incomincia a delinearsi davanti a te affascina e allo stesso tempo impaurisce, provocando quello stato di piacevole confusione che ti aiuta a dare più spazio all’istinto, a levar qualche freno inutilmente protettivo… E allora incominci ad accarezzare l’idea di poter scoprire qualcosa di grande proprio pochi passi più avanti… E anche se non te lo sai spiegare, preferisci farti cullare da quell’emozione che potrebbe durare anche solo un’ora piuttosto che dar retta alla paura di rischiare.
Il vantaggio di noi sognatori? Poter chiudere gli occhi e farsi bastare anche un solo “segno” per costruire qualcosa che ti faccia stare bene. “Inutili illusioni. Idealizzazioni che portano solo a storpiature della realtà!”, direte. Beh, noi sognatori pensiamo che da qualche parte in questo mondo esista qualcun altro che proprio adesso, in questo preciso istante, stia chiudendo gli occhi come noi immaginando la stessa cosa… Soprattutto noi sognatori pensiamo che un giorno incroceremo la sua strada……

Buonanotte amici.

May 03

Con una valigia stracolma



Penso che ci vorrebbe un libro intero per poter contenere il racconto degli ultimi 8 giorni della mia vita. Quindi, per evitare un post che poi non verrebbe letto da nessuno per l’eccessiva lunghezza, ho preferito perdere un po’ di tempo in più nel commentare per bene le foto che ho appena inserito, in modo da condividere con voi piccoli flash di un viaggio indimenticabile…  Un viaggio in cui praticamente non è mancato nulla.. Si è pure trovato il tempo (ma soprattutto l’occasione) di aggiungere una nave alla lista dei mezzi di trasporto di cui abbiamo usufruito (aereo, taxi, bus, tram, auto in affitto).. Nave che ci ha portati in Svezia, a visitare Stoccolma. Dunque, due capitali europee in una settimana, una mini crociera, discoteche, feste, risate, foto strane, cucina internazionale (soprattutto cubana.. ), cazzotti (amichevoli), paesaggi di una bellezza imbarazzante, amicizia… Cosa chiedere di più ad una vacanza?!... Aggiungete pure del tempo speso per aiutarci a vicenda nel portare il peso dei nostri complessi (indimenticabili quei pensieri prima di chiudere gli occhi - alle 5 del mattino, quando lì in Finlandia è già giorno da 2 ore - ) condividendoli con quei compagni di un’avventura che durante il suo corso aveva già il sapore dell’indelebile, e il mix è completo: chili e chili di ricordi, sensazioni, profumi, parole non dette, emozioni e colori che hanno riempito la mia valigia ben oltre le aspettative..
Che dire, credo che tutto questo sia stato come uno di quei “patti di sangue” che senti di voler fare solo con chi hai voglia di non perdere mai…    

P.S. Non lamentatevi della quantità delle foto! Considerate che quelle messe qui sul blog sono frutto di una selezione tra più di 800 scatti (e ancora mancano quelle di Giorgio!!!). Lo so, abbiamo il grilletto troppo facile..

Presto anche il film della vacanza…

April 24

Domani il grande giorno!



Una settimana lontano dal mio blog, dalla mia Pisa, dalla mia Italia... Forse ho caricato questo viaggio di troppe speranze, ma voglio essere ottimista.. Vedremo. Arrivo Luuu!

A presto amici miei...


April 22

La macchina del tempo



Ci sono eventi che hanno il potere di riportarti indietro nel tempo, nel bene o nel male. Un flash, qualcosa da sempre avuto in testa come il sogno più bello (o l’incubo più grande) che improvvisamente si materializza davanti ai tuoi occhi e voilà! Indietro, come se tutta la vita che ha riempito quei giorni, mesi, anni che separano oggi da quel ricordo d’un tratto diventasse un niente. Annullata. Inutile. E allora ti ritrovi in uno stato di profonda felicità o di panico asfissiante, in base al ricordo in cui la macchina del tempo ti ha riportato. Purtroppo (o per fortuna) questi viaggi nel passato hanno breve durata: trenta minuti, un’ora al massimo, e tutto pian piano ritorna a riacquistare i colori del presente, lasciando al passato la sua giusta dimensione, quella di un ricordo.
Viaggiare nel tempo ha un piccolo effetto collaterale: si arriva al punto di non distinguere la realtà dalla fantasia, e i fantasmi che camminano sembrano diventare quasi le uniche persone presenti intorno a te…
C’è poi il problema che non siamo noi a comandare le nostre macchine del tempo, quindi anche quando non vorresti ti ritrovi catapultato in passati dai quali spesso fuggiresti volentieri, come hai già fatto tante altre volte...
Tutto ha il suo senso e ogni cosa accade (prima o poi) proprio come dovrebbe accadere: stoicismo. Però c’è sempre da fare i conti con quel che dentro di noi ha ben poco di stoico: ci si può preparare per mesi a un’idea, ma alla fine trovarsi dentro ad essa nella realtà è sempre tutta un’altra cosa.
Sono appena tornato dal mio viaggio nel tempo che questa domenica mi ha regalato, e se solo sapessi dove sono tenuti nascosti questi marchingegni, distruggerei volentieri quello legato a me.

Momenti belli o brutti che siano, alla fine lasciano al ritorno del viaggio quella scia di malinconia che affatica il presente: incolpevole di quel che è stato e meritevole di molta più attenzione…… E non ne vale la pena davvero..

April 20

per strada



Cosa sono poi poco più di mille chilometri se poi questi valgono il sorriso e l’abbraccio di un amico nel bel mezzo dell’incomprensibilità della vita?!...
Che cosa sono poi quattro regioni attraversate quando dentro quell’abitacolo hai a farti compagnia la gran parte di quel che tu a Pisa chiami “casa”… Quelle persone per le quali daresti tutto, certo che anche loro farebbero sempre e volentieri lo stesso per te..

Adesso lui sarà sempre al tuo fianco, ancor più di prima… Forza amico mio.

April 17

Magari non fosse solo tregua



Sembra tutto così bilanciato.. Tutto “perfetto”. Eppure è tanto fragile…. Un soffio di vento e l’armonia della composizione si rompe. Chissà quanto durerà quest’equilibrio… Io intanto ne approfitto per immortalare il momento attraverso qualche parola come la fotografia ha fatto con i cucchiaini.

Dolcenotte…….


April 15

Il Grande Gigante Gentile



“Per quanto ridicoli e improbabili possano sembrare gli eventi, il mondo è pieno di magia per quelli che si fidano di ciò che dice loro il cuore.” [dal libro “Il guardiano del Faro” di Sergio Bambarén]
 

Forse sono un po’ troppo convinto su certe idee, però non si può negare che ci sono alcune cose che quando accadono sembrano strettamente (anche se invisibilmente) legate tra loro. L’uomo è un essere libero. Ok. Però in giorni come questo senti che, se hai due strade davanti, una di queste sembra essere quasi la “via obbligata”…

Esco da Messa. E’ l’una. Vorrei andare a pranzo, ma non ho avvertito nessuno, quindi sarei solo. Chiamo Andrea per cercare di convincerlo di venire a mensa.
“Pronto Andrè! Aiò a mensa all’una e mezza che poi andiamo a prenderci un bel caffè allo sfizio e dopo a studiare!”
“Mmmmmmmmmmmm...”
(assonnato e rincoglionito)
“Andrè ma ti sei alzato adesso?!?!”
“Mmmmmmmmm….”
“Andrè è l’una!!”
“L’una? Ma se prima era mezzogiorno!”…
“Va bene vah… Vieni o no?”
“Eja, eja.”
 
Convinto. Chiudo la telefonata, ma ancora è l’una. Dovrò aspettare mezz’ora in giro… Decido dunque di andare in piazza Dante, una graziosa piazzetta proprio dietro la chiesa in cui abitualmente vado la domenica a Messa.
Ci sono quattro enormi panchine in marmo bianco che formano un cerchio attorno ad una piccola fontana. Il primo quarto della panchina è occupato da un papà extracomunitario che fa ascoltare della musica araba alla sua figliuola e il secondo quarto da una coppia di amiche probabilmente alle prese con i racconti delle avventure della notte appena trascorsa. Nel terzo quarto (l’unico esposto al sole) c’è una ragazza che legge, sdraiata, totalmente assorta. Vado a sedermi nel quarto di panchina libero, quello diametralmente opposto alla ragazza che legge. Inizio a passare il tempo giocando col cellulare e con il libro di sistemi operativi che avevo in valigetta.
Ad un certo punto noto che la ragazza di fronte a me si muove dalla sua posizione prona, mettendosi a sedere e stirando verso l’alto le braccia sfoggiando un sorriso col viso rivolto al sole. Bellissima immagine. Era contenta e soddisfatta, si vedeva. Dopo qualche secondo, si alza e inizia a raccogliere la sua roba. Per andare via si incammina verso il quarto di panchina su cui ero seduto io. Uno scambio di sguardi ed ecco l’evento spiazzante.. Teneva in mano il libro che un momento prima stava leggendo. Dato che si avvicinava sempre più, decido di guardare verso il mio cellulare per ostentare indifferenza. Passa davanti alla mia panchina e la supera andando a sinistra, verso il Lungarno.
Rivolto lo sguardo verso quella sagoma che si allontanava, mi accorgo che aveva lasciato quel libro proprio sull’estremità della mia panchina. “Cosa faccio?”. Dopo almeno 30 secondi di esitazione, giusto il tempo di vedere la ragazza più lontana, mi avvicino incuriosito verso quel libro giallo. “Sarà uno di quei libri che si leggono e poi si lasciano da qualche parte per farli girare”. Non era così. Al suo interno non c’era nessun messaggio che in genere si trova in questo tipo di libri. Niente di scritto, niente di sottolineato. Praticamente nuovo. Roald Dahl. Il Grande Gigante Gentile. Ecco l’autore e il titolo. Un libro che a primissima vista sembra essere simile al Piccolo Principe. A questo punto decido di prendere la bicicletta per cercare di raggiungere la ragazza e ridarle il libro, ma, girato l’angolo, questa sembrava scomparsa nel nulla. Eppure io ero in bici e lei a piedi…
Deciso. Lo metto in borsa. Forse queste pagine nascondono qualcosa di interessante… Vedremo.
Squilla il cellulare. E’ Andrea.

“Vincè, non ce la faccio a venire a mensa… Sono distrutto, scusa!”
“Ok, tranquillo, vado solo!”

Avevo aspettato invano. O forse no... Oggi ho deciso di preferire piazza Dante a piazza dei Cavalieri…

Forse sono un po’ troppo convinto su certe idee, però non si può negare che ci sono alcune cose che quando accadono sembrano strettamente (anche se invisibilmente) legate tra loro.

April 12

Scelte



E’ difficilissimo essere coerenti con se stessi quando ci sono parti di te in discordia tra loro. Non è possibile sapere se oggi  c’è qualcosa che porterà un giorno a pensare di aver sbagliato, ma sicuramente non sarebbe neppure possibile ne corretto tenere chi non ha colpe in bilico su un filo di confusione che non merita.
Forse qualche rimorso arriverà presto, ma, come si dice sempre, meglio questo che un rimpianto, no? Ecco, probabilmente quell’istinto di viversela che ha portato a condividere momenti già scolpiti nei ricordi più preziosi è l’unica cosa che può regalare un sorriso adesso.
Tutto quanto solo nella speranza che un giorno anche oggi abbia il suo senso, che un giorno si possa tornare a godere ancora della luce di quel sole che, nonostante tutto, non smetterà mai di splendere.

Ecco un augurio che nasce da un affetto incondizionato: vola via, sempre più in alto. Sarai comunque osservata, in silenzio, da quaggiù… Dove un pensiero per te non cesserà mai di esistere…

April 10

Pasquetta 2007 da Ciccio








Inutile aggiungere altre parole alle foto e ai video che immortalano l'ennesimo momento insieme da non dimenticare...

Cliccate qui per scaricare l'archivio di foto scattate da me

Cliccate qui per scaricare l'archivio di foto scattate da Marco e Giancarlo

Video da non perdere!!!

Peppe Progressive


Peppe Dream Men


Insieme a ballare


N.B. Per vedere i video è necessario VLC Media Player scaricabile qui

P.S. Il commento è d'obbligo!

April 06

Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum



Ogni anno, durante il periodo di fine marzo-aprile, a scuola, nelle caserme, all’università e in alcuni ambienti lavorativi viene concesso qualche giorno di vacanza. Così la gente ne approfitta per fare un bel giretto in montagna, in campagna, per andare nella casa al mare, o per tornare qualche giorno a casa dai propri cari. Le chiamano “vacanze di Pasqua”. Pasqua…. Qualcuno di voi forse si ricorda che si tratta della festività più importante per i cristiani cattolici. Viene rivissuta attraverso momenti di preghiera, manifestazioni più legate alla tradizione che alla religione, ma, soprattutto attraverso 3 Messe un po’ particolari:

-          La Messa in Coena Domini: l’ultima cena viene ricordata in ogni Messa durante la consacrazione dell’ostia e del vino. In questa particolare funzione rispetto alle altre viene in più svolta la lavanda dei piedi di dodici persone che rappresentano gli apostoli di Gesù. E’ un gesto che questo “uomo misterioso” volle fare quel giorno del suo ultimo pasto su questa terra qualche millennio fa per lasciare uno dei più importanti insegnamenti: “Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati.” Un momento di estrema umiltà e di devozione verso il prossimo.

-          Funzione dell’Adorazione della Croce: non è una Messa vera e propria, perché tutta incentrata su quel simbolo che si trova in ogni chiesa (e ultimamente anche sulla scollatura di belle donne e uomini(?) che probabilmente non conoscono nemmeno il suo significato). La funzione si conclude con una processione-Via Crucis lungo le strade con le due statue che raffigurano l’Addolorata e Gesù morto.

-          Messa di Pasqua: quella vera e propria si svolge il sabato a mezzanotte. E’ la Messa in cui si ricorda il terzo giorno dopo la morte di Gesù: la Resurrezione. Resurrezione fisica e spirituale. Questa è la cosa che per essere accettata e creduta richiede molta più fede rispetto ad altri aspetti riguardanti la vita di questo falegname giudeo.

Unico problemino: sono tutte funzioni molto, molto lunghe! Per i “neofiti” di questi tour de force religiosi si tratta di vere e proprie agonie, soprattutto se non si riesce a trovare un bel posto a sedere! (Io canto nel coro, quindi ho sempre il posto assicurato in prima fila!!). 

Perché mi sono messo a fare un noioso ripasso sul tempo di Pasqua? Non certo per sfoggiare “cultura cattolica” (che comunque è sempre troppo povera per i miei gusti) e neppure per fare il moralizzatore di turno. Mi piacerebbe soltanto che si ricordasse quest'uomo soprattutto per le grandi cose che ha fatto, non soltanto perché viene chiamato “il figlio di Dio”. Non dico di partecipare a tutte le funzioni religiose possibili e immaginabili di questo triduo, ma almeno qualcuna di queste potrebbe aiutare a riscoprire un po’ questa figura posta nel dimenticatoio (da me per primo).

Gesù era il figlio di Dio o solo un grande mistico illuminato? Sicuramente era un uomo che con la sua parola è riuscito a toccare i cuori della gente e a cambiare (in positivo) le loro vite. Ancora oggi chi crede in lui va alla ricerca di valori e ideali moralmente e oggettivamente positivi e costruttivi per il genere umano. Quello in cui credeva lo ha portato a intraprendere un percorso di morte particolarmente duro e prematuro. Qualche minuto prima di morire urlò: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno!”. Vorrei vedere se una persona qualunque avrebbe avuto la forza di dire queste parole appeso con tre chiodi su una croce dopo ore di flagellazioni, mazzate e chilometri a piedi nudi su ciottoli appuntiti come coltelli con chili e chili di legno sulle spalle. A me sinceramente basta questo per avere voglia di seguire il suo insegnamento, per anelare al suo coraggio e alla sua forza d’animo.

Ma Dio esiste davvero o sono solo un pugno di alieni a giocare col nostro mondo? La prima volta che ho sentito questa domanda mi è scappato un sorriso. Neppure io ho la presunzione di dire che siamo gli unici esseri viventi, intelligenti e pensanti in tutto l’universo. Abbiamo menti troppo limitate per “capire” certe cose. Qui entra in gioco il concetto di “fede”: credere in determinati concetti o assunti basandosi sull’autorità altrui o su una convinzione personale più che su prove obiettive – Dizionario della lingua italiana De Mauro.  

Ci sono certe risposte che riusciremo ad ottenere solamente quando finiranno i nostri giorni su questa terra. Fino ad allora io personalmente preferisco vivere di quello che sento dentro grazie ad una cosa che non a caso si chiama Mistero della fede.

 
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